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La Storia

Una leggenda dentro i vicoli di Materdei

Nata nel 1901 come cantina, è la pizzeria di riferimento di Sofia Loren nel film di De Sica “L’oro di Napoli”. Starita a Materdei, quartiere Stella, è un pezzo di storia della città e un orgoglio nazionale. Quest’anno ne compie 110 e definirla una pizzeria è davvero molto, forse troppo riduttivo. Sarà perché a 2 passi da Starita a Materdei e con le attrezzature della medesima pizzeria (suggestivo vicolo del quartiere Stella, nel cuore di Napoli) hanno girato nel 1954 una famosa scena di “L’Oro di Napoli”, con una splendida Sofia Loren nei panni di una pizzaiola bella e adultera (episodio “Pizza a credito”). O forse perché ha ottenuto nel 2000 un riconoscimento da Papa Wojtyla. Sarà perché tre anni fa la Camera di Commercio di Napoli l’ha annoverato tra i locali storici e inserito in un prestigioso volume che appunto racconta i locali più suggestivi del capoluogo campano. O, infine, perché nata nel 1901 come cantina, si è trasformata prima in luogo di degustazione, poi in trattoria e pizzeria-friggitoria. Quello che è certo è che Starita a Materdei è un locale molto, molto speciale. Con tanta storia e passione dentro di sé.
Quattro generazioni
“Cominciò nonno Alfonso – racconta il cavaliere Antonio Starita, oggi titolare del locale – eppoi l’attività è passata prima a mio padre Giuseppe e in seguito al sottoscritto… oggi siamo alla quarta generazione con mio figlio Giuseppe”. Vice presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, docente di arte bianca in varie strutture professionali napoletane, il cavaliere Antonio si avvale della collaborazione di uno staff molto efficiente e selezionato. Il locale ampliato nel negli anni ha capienza di 130 posti.

Servizio lampo
Starita a Materdei, infatti, è un impressionante “rullo compressore”.  A vedere il locale, con un forno solo in azione, ci sarebbe da non crederci. “La scelta di un solo forno dipende dal fatto che 2 forni significherebbero due mani diverse nella lavorazione e quindi pizze diverse nel gusto”, spiega Antonio Starita. Insomma, l’alta qualità dell’offerta passa anche da una filiera produttiva realizzata con rigorosi criteri.
Naturalmente, questi numeri sono realizzati grazie alla collaborazione di altre 20 persone delle quali due lavorano al banco, una al forno, una allo “smistamento delle ordinazioni”, due alla friggitoria mentre gli altri lavorano tra sala e cucina.

Le specialità
Dicevamo della velocità del servizio, fiore all’occhiello del locale. Il tempo d’attesa, per pranzare o cenare, dall’ordinazione è in media di 4 minuti, ma è fuori che si deve aspettare parecchio, anche più di un’ora. Ma se si prenota? “La prenotazione può allungare i tempi di servizio, per cui da noi non si prenota”, risponde puntuale e conciso il cavaliere.  Se si decide di aspettare, l’attesa viene davvero premiata.

Per una pizza, una birra e un caffè si spendono in media 9 euro, un prezzo che richiama un target eterogeneo: famiglie, giovani e turisti, quest’ultimi rigorosamente fai da te perché come sostiene Antonio Starita, “i gruppi organizzati creano gli stessi problemi della prenotazione”. E per chi non vuole attendere c’è l’asporto, che per Starita significa il 30% della produzione oppure il servizio a domicilio che il locale propone con 2 motorini attrezzati.